Sempre più spesso si sente parlare di visual training ma molti non sanno ancora in cosa consista.


La visione è una funzione appresa, che si sviluppa dalla nascita grazie all’interazione del bambino con l’ambiente. Per numerosi motivi, legati alle strutture del sistema visivo, (occhio, vie nervose, muscoli, ecc.), a patologie generali o a eventi della vita del bambino può accadere che questo processo non si sviluppi nel modo adeguato.

Osserviamo bambini che pur avendo un visus perfetto non riescono a coordinare il movimento della mano con quanto vedono nell’ambiente; sono in grado di leggere con estrema facilità ma sono estremamente lenti nello spostare la focalizzazione tra oggetti diversi.
Oppure sbattono continuamente addosso agli oggetti che li circondano anche se non hanno alcun problema motorio; di questi esempi se ne possono tirar fuori una gran quantità.

Il visual training è una tecnica rieducativa e riabilitativa che si basa sulla possibilità di recuperare i deficit visivi attraverso esercizi che stimolano l’individuo a ricostruire una adeguata funzione visiva.

Il punto centrale del visual training può essere identificato nel fatto che non mira ad una riabilitazione dall’occhio ma del sistema visivo in generale e della integrazione del sistema visivo nelle altre funzioni dell’individuo.

Di scarsa utilità è avere due occhi perfettamente allineati se poi non riescono a spostarsi adeguatamente lungo le parole di un testo o non riescono a guidare il movimento della mano durante un lavoro.

Il visual training nasce con l’optometria anglosassone agli inizi del ‘900 e dispone attualmente di numerosi strumenti e procedure adattabili alle diverse problematiche e ai diversi pazienti. Non vengono trattati con le stesse metodiche bambini, adolescenti ed adulti, così come sono differenti le procedure adottate in presenza di situazioni patologiche. Di fondo rimane comunque sempre il principio della necessità di un approccio multicanale e di una specifica attenzione alla funzione e non ala struttura.