visione e linguaggio: come la visione sia fondamentale per lo sviluppo del linguaggio nell’infante

9 Gennaio 2018 By 0 Comments

I due terzi delle informazioni che il cervello riceve provengono dal sistema visivo. A partire da questo dato, infinite possono essere le considerazioni che si possono fare sull’importanza della “visione” nello sviluppo biologico e sociale dell’individuo, soprattutto nell’età infantile. In questo periodo infatti la plasticità cerebrale, permette la modificazione e la creazione di nuove sinapsi, fondamentali per l’apprendimento.
Sulla base di ciò la letteratura scientifica, ci indica che i bambini organizzano il linguaggio attraverso le azioni, a loro volta organizzate a partire dall’esperienza visiva. In particolare Iverson e Braddock suggeriscono che l’emergere di nuove competenze motorie influenza le interazioni con oggetti e persone; ciò è rilevante per lo sviluppo della comunicazione e l’acquisizione del linguaggio.
Un ulteriore studio pubblicato di recente dimostra che i bambini in età infantile, utilizzano gli indizi e le informazioni visive come basi essenziali per l’apprendimento e lo sviluppo del linguaggio.
Gli autori (David J. Lewkowicz e Amy H.) hanno esaminato un gruppo di bambini di età compresa tra i 4 e i 12 mesi. L’osservazione di questo gruppo di soggetti è stata effettuata nella fase in cui apprendevano l’Inglese mentre osservavano e ascoltavano una donna che recitava un monologo nella loro lingua (l’inglese) o in spagnolo.
Per motivi puramente fisiologici nel periodo che va dai 4 agli 8 mesi di età, i neonati spostano la loro attenzione dagli occhi alla bocca; ciò accade indipendentemente dalla lingua ascoltata.
Solo a 12 mesi i bambini tornano a dare maggiore importanza agli input visivi come risposta alla necessità di dover sviluppare il linguaggio (ciò non accade per una lingua straniera).
Di conseguenza il primo spostamento occhi-bocca sembra sia necessario per accedere agli indizi visuo-uditivi che consentono loro di imparare ad apprendere le forme lessicali della lingua madre; contrariamente il secondo spostamento (bocca-occhi) sembra sia necessario ad accrescere la propria competenza linguistica e ad accedere agli indizi sociali.
Non a caso infatti i bambini iniziano a produrre sillabe e poi segnali comunicativi maggiormente significativi contemporaneamente al periodo in cui si osserva un maggiore sviluppo del sistema visuo-motorio, pressoché intorno ai 6 mesi di vita.
A tal proposito il Dr. Stuart Mann (responsabile dei servizi visivi pediatrici) ha affermato la comparsa ottimale dello sviluppo dell’attenzione solo nei casi in cui il sistema visivo risulta intatto. A partire dai 4 mesi di vita, i bambini sviluppano la capacità di utilizzare simultaneamente entrambi gli occhi.
Tale abilità si perfeziona ulteriormente entro i 6 mesi con la capacità di riuscire a mettere a fuoco gli stimoli visivi vicini, al fin di poter comprende quanto sta accadendo nelle vicinanze: “Guarda le labbra muoversi, sente il suono uscire. Sta facendo un confronto visuo-uditivo”.“Nel complesso, i risultati attuali dimostrano che lo sviluppo della capacità di produzione del linguaggio, si basa sui cambi di attenzione selettiva visuo-uditiva e questo dipende in modo critico sulle esperienze precoci”.
Per concludere possiamo dire che ogni bambino dovrebbe essere sottoposto ad un esame dello sviluppo percettivo già a 6 mesi di età al fine di avere la certezza che il sistema visivo si stia sviluppando correttamente.
Ciò sembra sia indispensabile soprattutto nei bambini a rischio di sviluppare un disturbo dello spettro autistico. Diverse evidenze scientifiche infatti dimostrano, in questi bambini, la presenza di anomale abilità visive per stabilire un adeguato contatto oculare; il tutto al fine di sviluppare le capacità di elaborazione delle informazioni visive, per effettuare poi gli opportuni confronti e valutazioni. Quest’ultimi infatti all’età di 2 anni, differentemente dai bambini con sviluppo tipico, guardano più la bocca degli interlocutori piuttosto che gli occhi. Questi risultati indicano che i bambini a rischio di disturbi dello spettro autistico seguono una strada diversa di sviluppo.
Sulla base di ciò si potrebbe iniziare ad indagare il rapporto tra il normale/anormale sviluppo visivo e l’autismo.

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SITOGRAFIA
http://www.otticabisogno.com/post/160725885288/visione-e-sviluppo-del-linguaggio#.WjeyAXlG3IU

BIBLIOGRAFIA
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CLAUDIA CELLETTI, GIORGIA MARI, GIULIA GHIBELLINI, MAURO CELLI, MARCO CASTORI,ANDFILIPPO CAMEROTA
Selective attention to a talker’s mouth in infancy: role of audiovisual temporal synchrony and linguistic experience.
Hillairet de Boisferon A1, Tift AH2, Minar NJ2, Lewkowicz DJ1.
Audio-Visual Perception of Gender by Infants Emerges Earlier for Adult-Directed Speech.
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