Anche questa giornata è passata, portando con sé una bella storia professionale da raccontare. 

Alcuni giorni fa una signora mi chiede un appuntamento per la valutazione del figlio di 26 mesi.
Il bambino era stato sottoposto ad un esame oculistico in un centro ospedaliero e ne era emerso un importante astigmatismo.
Il medico che lo aveva visitato sospettava si trattasse di cheratocono, così ha inviato la famiglia presso il più famoso esperto di patologie della cornea. 

Il primario, però, dà loro una informazione che li mette in uno stato di forte preoccupazione: l’esame a cui deve essere sottoposto il bambino, la topografia corneale, deve essere effettuata in sedazione profonda. In alternativa avrebbero dovuto attendere 7-8 mesi prima di poter effettuare l’esame senza sedazione. 

La famiglia esita e la mamma, parlando con una sua amica, ottiene il contatto del nostro centro. 

Troppo piccolo per una topografia senza sedazione?

Quando la mamma mi chiama per raccontarmi la storia, le propongo di effettuare un esame ortottico a cui il bambino non era ancora stato sottoposto.
In questo modo avremmo potuto valutare le abilità visive binoculari ed il visus. 
A seguito di questi risultati avremmo avuto dati sufficienti per determinare l’urgenza  dell’esame e, quindi, la conseguente sedazione. 

Una volta arrivato allo studio, il bambino si dimostra molto collaborante per la sua età; la visita ortottica non evidenzia problemi di binocularità, ma solo una riduzione di visus significativa (ma pressoché simmetrica) nei due occhi. 

Così, dopo aver completato la visita, e a fronte della cooperatività del bambino, perché non provare ad effettuare la topografia?
Nel nostro centro abbiamo un topografo che può essere utilizzato anche a mano, evitando di bloccare il bambino sulla mentoniera dello strumento; il bimbo, incuriosito da quell’occhio con i cerchietti luminosi, è riuscito a rimanere fermo a fissare il centro.

Non eravamo certi di riuscire, si trattava di un tentativo, ma con pazienza, tempo e il giusto approccio, siamo riusciti ad effettuare la topografia.
E adesso la famiglia potrà recarsi nuovamente dall’oculista per valutare come proseguire negli approfondimenti diagnostici. 

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