Giochi per vedere: Saccadi

Il nostro sistema visivo presenta una zona specializzata  nella retina, la fovea, per il riconoscimento dei particolari più fini di un oggetto. Se vogliamo quindi riconoscere con la massima accuratezza un elemento che è presente nella periferia del campo visivo dobbiamo muovere gli occhi affinchè l’immagine di quell’oggetto vada a cadere esattamente sulla fovea.

Questi movimenti di esplorazione visiva sono chiamati saccadi.

Il movimento saccadico è organizzato in tre fasi:

1. Viene quantificato l’errore retinico che è rappresentato dalla distanza che divide la fovea dal bersaglio;
2. il sistema neuro-motorio traduce questa discrepanza in impulsi che che generano la saccade. Un meccanismo di feedback, dopo aver verificato la posizione di arrivo rispetto allo stimolo-bersaglio, evoca, se necessario, una piccolissima saccade di correzione.
3. Nell’ultima fase, a saccade finita, vi è un periodo di fissazione durante la quale il cervello riesce ad acquisire l’informazione sull’oggetto. L’esecuzione delle saccadi avviene con grande velocità.

Tutti noi sappiamo cosa succede se muoviamo rapidamente una videocamera durante una ripresa: l’immagine è completamente confusa e spesso non si riesce a distinguere nessun elemento significativo. Per evitare una simile confusione visiva durante una saccade, il cervello spegne i nostri occhi e per quel brevissimo intervallo di tempo non è in grado di elaborare nessuna informazione visiva. Questo fenomeno, che prende il nome di soppressione saccadica, è alla base di alcuni aspetti caratteristici della nostra visione.

Qual è il legame tra saccadi e lettura?

Contrariamente a quanto si può pensare, durante la lettura di un brano gli occhi non si muovono in modo continuo, come se spostassimo un raggio luminoso con una torcia lungo le righe del testo. In realtà la scansione visiva di un testo scritto avviene attraverso l’esecuzione di piccoli salti saccadici alternati a fissazioni.  Durante la lettura, gli occhi si spostano,  con una serie continua di saccadi da una parola a quella successiva, acquisendo ed elaborando le informazioni contenute nel testo durante le fissazioni. Con un successivo movimento saccadico gli occhi vanno a capo alla riga successiva.

Come acquisiamo le informazione dal testo che stiamo leggendo?

La modalità si modifica nel corso dei primi periodi di apprendimento della lettura. All’inizio il bambino che sta imparando a leggere guarda una singola lettera alla volta, la riconosce, ne produce il suono e cerca di unirla alla lettera successiva per formare un’unità, la sillaba. Continua in questo modo fino  a che non sono terminate le lettere della parola e a quel punto unisce le varie sillabe per pronunciare finalmente la parola che sta guardando. Questa modalità di lettura risulta molto lenta e più le parole sono lunghe più aumentano i tempi di lettura. Una seconda via, detta lessicale, si sviluppa successivamente: la parola non viene esaminata per ogni singola lettera che la compone ma viene elaborata visivamente in maniera globale. In questo modo i tempi sono molto rapidi e non dipendono più dalla lunghezza della singola parola. Quale che sia la modalità di lettura è sempre necessario un movimento saccadico per spostare gli occhi lungo il testo. L’ampiezza e il numero dei movimenti saccadici dipendono quindi da vari aspetti tra cui la capacità e l’esperienza di lettura, la difficoltà del testo e la conoscenza dell’argomento da parte del lettore. (De Luca, 2005).

Cosa avviene delle informazioni visive?

Le saccadi non sono coinvolte solo nella lettura ma sono presenti anche nell’esplorazione dell’ambiente e nella ricerca visiva. Anche se ci può sembrare che i nostri occhi siano immobili in realtà effettuano continuamente dei piccoli movimenti saccadici sull’oggetto fissato. I movimenti saccadici coinvolti nella lettura sono di piccola ampiezza mentre saccadi ampie sono coinvolte principalmente nei movimenti volontari nello spazio aperto. Nel corso delle attività percettive, esplorazione, ricerca, controllo, i messaggi provenienti dagli occhi giungono, attraverso il nervo ottico, alla corteccia visiva primaria. L’informazione viene poi trasmessa a circa trenta diverse aree visive dell’encefalo, altamente specializzate nel ricavare distinti attributi dall’informazione visiva. La consapevolezza del nostro percepito è funzione dell’integrazione tra tutte queste aree.

Come si acquisiscono le abilità saccadiche?

La capacità di effettuare movimenti saccadici si manifesta molto precocemente nella vita del bambino e migliora rapidamente la velocità di risposta e l’accuratezza del movimento. Anche l’acquisizione delle  saccadi è più efficace quando i movimenti sono integrati con attività finalizzate e quando entrano in gioco simultaneamente anche la motricità generale e l’elaborazione cognitiva. I giochi che seguono non attivano solo il singolo movimento saccadico, che risulta comunque la richiesta preminente, ma richiedono il coinvolgimento di tutte le abilità del bambino.

(dott.ssa Angelina Capuano)