Plagiocefalia

17 Dicembre 2018 By 0 Comments
plagiocefalia bambini
(immagine prelevata dal sito plagiocefalia.com)

Sabato 17 novembre 2018 si è svolto presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma il congresso

“Gli esiti funzionali della Plagiocefalia Posizionale e delle altre deformità craniche posizionali: attuali misure di trattamento e possibili strategie sinergiche per la loro prevenzione.”

Il congresso è stato organizzato dalla dottoressa Bonanno del C.S.P.G., presieduto dal professor Di Rocco dell’International Neuroscience Institute INI, Hannover e dal professor Caldarelli del Policlinico Universitario Agostino Gemelli.

Durante l’evento sono stati presentati gli studi più recenti rispetto al problema della plagiocefalia posizionale.

La plagiocefalia è una deformazione del cranio che a volte si manifesta già alla nascita per effetto della posizione mantenuta nella gestazione o per
compressione durante il parto.
In molti casi la plagiocefalia posizionale è indotta dal prolungato mantenimento della stessa postura, in particolare la posizione supina.

Nel 1993 l’associazione dei pediatri americani inizia una campagna per la prevenzione delle sindrome della morte improvvisa in culla, in cui si indica come elemento fondamentale il mantenimento della posizione supina dei bambini durante il sonno.

Questo ha portato effettivamente ad una riduzione di eventi letali ma ha comportato un incremento marcato delle plagiocefalie. Ciò accade perché il bambino mantiene la posizione tutto il giorno.

Il dottor Marco Orlandi presenta un intervento sulle “Cause e Sequele visive delle deformità craniche posizionali”, in cui illustra come il permanere della plagiocefalia possa alterare lo sviluppo di alcune funzioni visuo-percettive.

In particolare sono stati presentati studi sull’alterazione della maturazione della binocularità, del campo percettivo e sullo sviluppo di torcicollo e astigmatismo elevato.
Questi fattori possono poi incidere ulteriormente sulla possibilità di uno sviluppo armonico delle altre abilità visive e psicomotorie.

Risulta quindi fondamentale una valutazione delle funzioni visive quanto più precoce possibile per attivare tecniche di correzione e stimolazione adeguate.

Gli studi sulla visione confermano quindi l’importanza di un intervento precoce in questi bambini.

Per la parte cranica tale intervento può concretizzarsi in tre semplici misure:

  • posizionamento variato
  • terapia cranio-sacrale
  • stimolazione neuro-percettivo-motoria.

Nel corso del congresso si è comunque chiaramente sottolineato che questi interventi devono essere effettuati dopo una specifica diagnosi medica che escluda la saldatura precoce delle suture craniche, detta craniostenosi o sinostosi, che invece richiedono un intervento neurochirurgico.

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