Percezione del pericolo e visione periferica nella guida

3 Giugno 2019 By 0 Comments

La visione efficiente durante la guida è fondamentale per evitare rischi.

In questo studio gli autori hanno utilizzato un eytracker per analizzare dei movimenti oculari di alcuni soggetti che osservavano scene di traffico, con rischi di livello medio e pericoloso. In particolare si sono concentrati sulle caratteristiche delle fissazioni che avvengono prima di guardare direttamente la zona di pericolo. Si è visto che le ampiezze iniziali delle saccadi, i rapidi movimenti a salto che fanno gli occhi quando si spostano tra vari punti del campo visivo, erano più ampi nella regione di rischio elevato rispetto a quelli di medio livello.

Questo movimento, dipendente dal livello di rischio percepito mentre si osserva una zona differente, si attiva intorno tra 200-400 ms

In un altro esperimento di rilevamento del rischio i ricercatori hanno osservato un migliore rilevamento per i rischi pericolosi (rispetto a quelli di medio livello) nella visione sia centrale che periferica. Invece  per i rischi medi vi è un declino percettivo dal centro alla periferia.

Scena di traffico

Da questo studio si evidenzia che i guidatori sono in grado di percepire durante la guida situazioni di rischio nel campo periferico soprattutto se altamente pericolosi.  

Tuttavia il classico esame della vista esamina solo la capacità di vedere particolari piccoli a distanza mentre non viene valutata accuratamente le abilità di percezione periferiche. In molti incidenti si è potuto verificare che il guidatore non aveva avuto consapevolezza del potenziale rischio perché non era in grado di valutare adeguatamente il campo periferico.  Queste carenze possono dipendere sia da deficit del campo visivo, che possono essere valutati con test computerizzati di rapida e facile esecuzione , sia da interferenze dovuti ad altri fattori, fisici o psichici.

Articolo originale: Out of the corner of the driver’s eye: Peripheral processing of hazards in static traffic scenes
Lynn Huestegge; Anne Böckler
Journal of Vision August 2016, Vol.16, 11. doi:10.1167/16.2.11

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