Non sempre chi si rivolge ad un professionista della visione lo fa perché non riesce a vedere bene.
Qualche tempo fa è arrivata al CRV una ragazza di 22 anni il cui unico problema era quello delle cefalee che la affliggevano da alcuni mesi.
Dopo aver effettuato tutti gli esami di routine prescritti in questi casi (oculista, otorino, neurologo), la ragazza si è rivolta ad un osteopata.

Lo specialista in questione, dopo alcune osservazioni sul movimento degli occhi e sulla postura globale, le ha consigliato un approfondimento ulteriore delle abilità visive. 

Mal di testa e visione

Il mal di testa localizzato sulle tempie e nell’area intorno agli occhi è uno dei sintomi più frequenti di un disturbo visivo.
Talvolta, le forti cefalee possono essere riconducibili a problemi relativi alla convergenza e/o all’accomodazione.
Ebbene, questa ragazza non faceva eccezione.

Pur avendo un visus eccezionale da lontano (oltre 13/10) e da vicino (11/10), una perfetta stereoacuità (capacità di percepire la tridimensionalità) ed una motilità oculare adeguata, presentava alcune aree inadeguate.
In particolare la ragazza manifestava una marcata exoforia ed una scarsa accomodazione.
La prima, a volte definita come strabismo latente, è una tendenza a divergere degli occhi che comporta un maggiore sforzo muscolare per mantenerli allineati.
L’accomodazione, invece, è il meccanismo di focalizzazione da vicino. Quando leggiamo o guardiamo il cellulare, gli occhi  devono convergere e accomodare. Ma per questa ragazza lo sforzo era amplificato e, dopo alcune ore di studio, era così affaticata da sentire un intenso dolore che partendo dagli occhi si diffondeva a tutta la testa. 

In questi casi il visual training da solo non basta (la situazione è eccessivamente alterata) ma occorre anche l’uso di uno specifico occhiale che riduca il carico su tutto il sistema visivo.
Fra un mese, grazie all’effetto rilassante delle lenti sulla muscolatura, potremo iniziare il programma di potenziamento visivo. 

Se non fosse stato per la competenza e la conoscenza dell’osteopata, questa ragazza sarebbe andata avanti ad antidolorifici.


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