“Mio figlio ha una postura storta quando scrive”

5 Giugno 2019 By 0 Comments

Uno dei crucci maggiori dei genitori è quello di vedere i propri figli assumere una “postura storta”, posture innaturali durante le attività di lettura e soprattutto di scrittura.  
Il bambino sale sulla sedia, si piega completamente su un lato poggiando anche la testa sul braccio mentre cerca di scrivere, si sposta continuamente avvicinandosi e allontanandosi dal piano della scrivania.

Tutti i genitori, almeno una volta, hanno detto ai propri figli di assumere una postura corretta, comodamente seduti sulla sedia e con il busto eretto. Il problema è che il bambino, anche dopo aver obbedito ai genitori, dopo pochi istanti ritorna a storcere il corpo, avvicinandosi e piegandosi sul foglio.

La postura che una persona assume dipende solo parzialmente dalla propria volontà.

In gran parte la postura è determinata da tutta una serie di stimoli che provengono dal sistema vestibolare, dai muscoli del tronco, dall’appoggio che si riesce a raggiungere con i piedi, dal sistema visivo ed in gran parte dal livello di attenzione necessario per svolgere l’attività cognitiva a cui ci si sta dedicando. Esistono alcune abitudini posturali che vengono acquisite e che ritornano spontaneamente.

Facciamo un piccolo esperimento.

Mettiamoci a braccia conserte, incrociandole come facciamo spontaneamente. Poi invertiamo la posizione delle braccia, ad esempio se abbiamo messo il  braccio destro su quello sinistro incrociamo al contrario il sinistro sul destro e restiamo in questa posizione. Teoricamente non dovrebbe cambiare nulla ma ci accorgiamo di avere una sensazione fastidiosa.

Molte delle posture che assumiamo sono indotte da particolari stimolazioni  visive. Alcuni bambini presentano una situazione chiamata esoforia. L’esoforia è la tendenza a convergere gli occhi più vicino di quanto sia necessario mentre si osserva un oggetto. Questa tendenza stimola in maniera automatica la persona ad avvicinarsi verso il materiale che sta osservando, ad esempio portando il libro vicino al viso. Se la nostra attenzione è rivolta al controllo della postura riusciamo a controbilanciare questa spinta ad avvicinarci ma come spostiamo l’attenzione su un altro focus, ad esempio concentrandoci sul significato del testo che stiamo leggendo, quella tendenza latente ci fa spostare automaticamente verso il libro, inconsapevoli del fatto che un istante prima la mamma ci avesse detto di stare distanti.

Questo è solo un esempio delle possibili cause che portano i bambini, e spesso anche gli adulti, a non assumere una postura corretta.

Nel prossimo articolo vi diamo alcuni suggerimenti per affrontare questa situazione.

P.S.: Se avete continuato a leggere con le braccia conserte molto probabilmente sarete ritornati spontaneamente nella vostra posizione abituale e neppure ve ne sarete accorti. Ma non vi rimprovereremo per questo. 😉

Hai letto il nostro articolo precedente sulla percezione visiva alla guida? Lo trovi qui!

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