Il 22 febbraio 2014, presso la facoltà di medicina e psicologia della Sapienza, si è tenuto un congresso AIRIPA a proposito della scrittura.
Il professore Roberto Iozzino ha fatto un breve excursus sulla storia della scrittura, partendo dalla creazione dei primi pittogrammi del 3000 a.C. in Mesopotamia, arrivando ai moderni strumenti di scrittura digitali, come tablet e computer.

La scrittura: dai pittogrammi alla scrittura geroglifica

È interessante notare come dai primissimi pittogrammi, che raffiguravano fedelmente i soggetti della comunicazione si passa, col trascorrere dei secoli, alla scrittura geroglifica e cuneiforme. Queste scritture seguono un sistema ideografico-fonetico, integrano quindi gli ideogrammi con elementi fonetici: i segni non si collegano solo a singole parole, ma anche ai suoni che le compongono (fonemi).

scrittura cuneiforme

La scrittura a scuola: sviluppo della grafia

L’evoluzione della scrittura mostra quanto si sia evoluto il pensiero umano e quanto sia cresciuta la necessità di comunicare nel modo più chiaro ed esaustivo possibile. Ed è interessante, proprio a questo fine, capire come si sviluppano ai giorni nostri le abilità grafo-motorie.
Lo sviluppo della grafia, come evidenziato dalla dott.ssa Silvia Baldi, inizia in età prescolare con i primi scarabocchi.
Intorno ai 3 anni i bambini sono già in grado di distinguere la scrittura dal disegno.
A 4 anni questa differenza viene identificata anche nella produzione.
A 5 anni i bambini iniziano a comprendere il significato delle lettere, nella conversione FONEMA-GRAFEMA.

In età scolare, quindi, il bambino dovrà essere in grado di gestire, nella scrittura, i due seguenti parametri:

  • Qualità: leggibilità  (es.: proporzione delle lettere, rispetto del rigo)
  • Fluenza: velocità nella scrittura (tot. n° lettere al secondo)

La scrittura a scuola: cosa emerge dagli studi?

Dagli studi è emerso che il primo anno di scuola primaria, la qualità di scrittura si sviluppa molto rapidamente, per poi rallentare in seconda e terza elementare, e per consolidarsi infine tra la 4° e  la 5°.
L’apprendimento delle abilità strumentali di scrittura caratterizza il primo ciclo della scuola primaria. Una difficoltà nell’automatizzazione delle abilità strumentali influisce negativamente sulla produzione dei testi scritti, portando il bambino a comporre testi più brevi, con una struttura grammaticale più semplice.

scrittura a scuola

È necessario notare come, nel corso dei primi anni di scolarizzazione, il bambino sia impegnato per la maggior parte del tempo in attività di scrittura. È quindi importante poter valutare il grado di apprendimento delle competenze ortografiche e intervenire, in presenza di difficoltà, con un trattamento mirato.  Il professor Zoccolotti ci ha introdotto, col suo intervento, ad un altro interessante tema: la diagnosi dei disturbi ortografici in età evolutiva. L’italiano è considerato una lingua trasparente nella lettura, in quanto la conversione grafema-fonema consente di leggere correttamente quasi tutte le parole. L’unica irregolarità è l’assegnazione dell’accento, non determinata da regole specifiche:
es.: PENTOLA vs PISTOLA
BAMBOLA vs FOSFORO

La scrittura a scuola: la difficoltà della lingua italiana

Le difficoltà all’approccio della lingua italiana subentrano nella scrittura. Per esempio le parole SCIENZA e SCENA  si scrivono in modi differenti, si pronunciano con lo stesso suono “SH” ma non c’è una regola ortografica chiara che stabilisca queste caratteristiche.
Quando non c’è la corrispondenza FONEMA-GRAFEMA o quando questa corrispondenza è ambigua (può quindi essere interpretata in modi diversi) il bambino inizia ad avere delle difficoltà.
Il professor Zoccolotti ha inoltre condotto un interessante studio sulle pseudoparole che, non avendo nessun significato,  obbligano il lettore ad utilizzare le sue abilità fonologiche.
Dal suo studio è emerso che i bambini hanno difficoltà a scrivere parole/non parole anche fino alla terza media.

È emerso inoltre che gli errori più comuni dei bambini nella scrittura sono:

  • errori fonologici (es.: confondere la “q” con la “c”, o scrivere le parole senza “i” -es- società)
  • errori della distanza dei tratti (sostituzioni di consonanti o vocali che differiscono per un solo tratto distintivo)
  • altri errori di conversione fonema-grafema
scrittura e lingua italiana

L’italiano, però, non è l’unica lingua a presentare delle difficoltà. Abbiamo già specificato che l’italiano è considerata una lingua trasparente, in quanto la conversione grafema-fonema consente di leggere correttamente quasi tutte le parole. Ci sono tuttavia lingue che presentano un’ortografia opaca e l’esempio tipico ne è l’inglese, in cui grafema e fonema non trovano corrispondenza. Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini di 7 anni inglesi hanno più difficoltà ad approcciare alle parole di cui non conoscono la “parola base” (radice), soprattutto se c’è un cambiamento nella fonologia.
Nello specifico della dislessia, i bambini inglesi dimostrano avere una particolare difficoltà con la desinenza del passato –ED (studio di Egan e Tainturier).

La scrittura a scuola: bambini normolettori e dislessici

La dott.ssa Paola Angelelli ha condotto degli studi specifici a proposito delle difficoltà nella scrittura per bambini normolettori e dislessici, cercando di capire se utilizzare le desinenze e i suffissi per dividere le parole in gruppo (quindi non concentrarsi sulla singola lettera, ma riflettere su un gruppo di lettere meno grande della parola completa), facilitasse i bambini nella scrittura. Dallo studio è emerso che:

  • L’informazione morfologica è una risorsa anche per lo spelling in italiano
  • Nella scrittura di stimoli nuovi i bambini normolettori beneficiano della presenza di componenti morfemici
  • I bambini con dislessia, pur avendo prestazioni inferiori, mostrano la stessa facilitazione
  • Nella scrittura di parole, i risultati sono meno evidenti e la facilitazione morfologica sembra limitata ai bambini con più scarse abilità di letto-scrittura
scrittura a scuola

L’importanza di scrivere bene

Scrivere bene aiuta a comunicare bene ed esprimersi meglio.
La dott.ssa De Beni, durante il suo intervento a conclusione dell’evento, ci pone degli spunti di riflessione interessanti sull’importanza dello scrivere bene.

  • Migliorare la produzione dei testi scritti fin dai primi anni di scolarizzazione non può che favorire il bambino in molte aree dell’apprendimento scolastico.
  • L’attività di scrittura, per esempio, può servire come strumento per aiutare gli studenti ad interpretare e comunicare concetti complessi.
  • Lo studente che scrive bene è molto avvantaggiato nella sua carriera scolastica, rispetto allo studente che incontra difficoltà nella scrittura.

[Articolo di Alessandra Loreti]


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