IV Convegno Nazionale AIDEE

INTRODUZIONE

La visione guida e controlla il movimento. L’80% delle informazioni dal mondo esterno giunge attraverso la visione.
Molto spesso si osservano nei bambini con disprassia cadute marcate rispetto a  specifiche abilità visive. Ciò non indica che la causa della disprassia sia soltanto dovuta a difficoltà visive.  Tuttavia una caduta nelle abilità visive  compromette  le performance nei bambini disprattici.
È quindi necessario che le aree delle funzioni visive vengano adeguatamente valutate sia per un migliore inquadramento diagnostico che per predisporre un trattamento riabilitativo corretto che contempli stimolazioni integrate nell’area della visione.

DESCRIZIONE TEST

Per questo studio è stato analizzato un campione di 37 bambini con una diagnosi  di Disturbo della Coordinazione Motoria o di Disprassia, giunti   al Centro Ricerche sulla Visione per una valutazione approfondita degli aspetti visuo-percettivo-motori. I dati analizzati sono pertanto derivanti dalla clinica, e non da un campione selezionato per la ricerca..

Questo studio descrive il profilo visivo del bambino con disprassia, senza fare analisi di tipo correlazionale o causale. Lo scopo è quello di mostrare quali e quanti parametri visivi compromettono un’adeguata efficienza visiva nella disprassia.

 TEST SOMMINISTRATI

•    Lateralizzazione oculare sensoriale
•    Lateralizzazione oculare motoria
•    Saccadi
•    Inseguimenti
•    Flessibilità di vergenza
•    Punto Prossimo di Convergenza
•    Stereopsi
•    Ampiezza accomodativa
•    Flessibilità accomodativa
•    Forie
•    Riserve fusionali
•    Acuità Visiva (Visus)

I punteggi dei test per inseguimenti e saccadi fanno riferimento al protocollo di
Heinsen e Schrock  modificato per portarlo in scala fino a 5 punti  e verificati anche con i dati dell’eyetracker.

RISULTATI

Le percentuali si riferiscono a quanti bambini superano il cut off nei vari test.

Dai risultati ottenuti si evidenzia che:

SACCADI: il 48,6% ha mostrato metrica inadeguata. Si osservano molte più difficoltà nelle prove con un doppio compito verbale o cinestesico.
INSEGUIMENTI: si sono evidenziate difficoltà nella metrica e nell’automatizzazione.
CONTROLLO DEL CAPO:  è meno difficoltoso nelle saccadi che negli inseguimenti, così come la metrica.
DECADIMENTO DELLE PRESTAZIONI: frequente e più rapido per i movimenti di inseguimento.
AMPIEZZA ACCOMODATIVA: molti soggetti hanno mostrato una marcata riduzione che giustifica un rapido decremento delle prestazioni da vicino e un ridotto tempo di attenzione dovuto all’affaticamento.
RISERVE FUSIONALI: Un numero elevato di  soggetti hanno mostrato bassa capacità di recupero. Questo dato indica una difficoltà specifica della capacità di analisi simultanea dei campi percettivi dei due occhi.
AMETROPIE: è presente un solo bambino con miopia, uno con una forte ipermetropia, mentre il resto del campione è risultato essere lievemente ipermetrope. Solo in 7 bambini è stato riscontrato anche un lieve astigmatismo. Tale distribuzione risulta comparabile a quella generale della popolazione infantile.
VERGENZE: in pochi casi si sono riscontrati  problemi di vergenze importanti sia in velocità che nel punto prossimo di convergenza.
FORIE: circa un terzo dei soggetti presenta elevata exoforia o esoforia che possono indurre compensi posturali, movimenti continui da vicino e anomale distanze ridotte di lavoro.

schermata-2017-09-12-alle-12-57-17schermata-2017-09-12-alle-12-56-18

CONCLUSIONI

L’analisi di questo campione ci ha permesso di evidenziare che una percentuale significativa dei
pazienti con disprassia presenta cadute marcate  in più aree specifiche delle abilità visuo-percettivo-motorie.
Non si è tuttavia riscontrato un quadro di cadute omogeneo tale da identificare un profilo univoco. Ogni bambino  presenta cadute marcate in due o più aree visive ma non specifiche e costanti.
I differenti deficit visivi possono penalizzare la qualità dell’atto motorio in modi ed intensità diversi.

Ciò porta ulteriormente a ribadire l’importanza di una completa ed accurata valutazione visiva per inquadrare correttamente le competenze motorie, prassiche, funzionali.

L’esperienza clinica mostra che attività di visual training associato ed integrato con una terapia neuro-psicomotoria accelera il recupero del bambino.

PROSSIME RICERCHE

Questo primo studio mostra la necessità di approfondire la ricerca tra i rapporti tra visione e
disprassia, fornendo spunti per ricerche future.

•     Correlazione tra i dati APCM e test visivi
•    Efficacia del visual training in soggetti con disprassia
•    Incidenza delle diverse abilità visive sulle abilità motorie

BIBLIOGRAFIA

1)    Correctable and non-correctable visual impairment in a population-based sample of 12-year-old australian children
Dana Robaei,  et al. 2006  American Journal of Ophthalmology  vol. 142, no.1

2)    Correlations between familial refractive error and children’s non-cycloplegic refractions
Jennifer Hui, Leilani Peck, Howard C. Howland  1995 Vision Res. vol. 35, no. 9

3)    Four  Methods of Phoria Testing Evaluated in a Clinical Setting
Nicole Gurbal, 2005 Optometry vol. 76, no. 6

4)    Gaze behavior governing balance recovery in an unfamiliar and complex environment
John L. Zettel  2007  Neuroscience Letters  vol. 422

5)    Headmovement control in visually guided tasks: Postural goal and optimality
K. Han Kim  2007 Computers in Biology and Medicine vol. 37

6)     Ocular versus extraocular control of posture and equilibrium
M. Guerraz et al. 2008 Clinical Neurophysiology

CLICK QUI PER VISUALIZZARE IL POSTER