Alla nascita gli occhi dei bambini risultano più piccoli rispetto al potere di focalizzazione di cornea e cristallino, generando la condizione dell’ipermetropia. 

Grazie al meccanismo dell’accomodazione il bambino riesce comunque a vedere nitido. Nel corso del tempo, con lo sviluppo corporeo, gli occhi dei bambini tendono ad allungarsi, provocando una riduzione dell’ipermetropia.

In condizioni ottimali questo accrescimento continua fino a che non rimane una lieve ipermetropia, circa 1 D, considerata quindi fisiologica.

Nei bambini molto piccoli non ci si deve allarmare se è presente ipermetropia, anche elevata, purchè ci siano alcune condizioni presenti:

  1. Entità dell’ipermetropia simmetrica tra i due occhi
  2. Allineamento corretto e costante degli occhi
  3. Adeguate abilità oculomotorie.

L’assenza delle prime due condizioni, un occhio molto più ipermetrope dell’altro oppure manifestazioni di strabismo anche se occasionale, possono portare allo sviluppo del cosiddetto occhio pigro (il termine corretto è ambliopia).

Nel terzo caso possono insorgere fenomeni di affaticamento che tendono a non far mantenere l’attenzione visiva al bambino, con comportamenti apparentemente di distrazione. Nella prima infanzia questa limitazione può incidere sullo sviluppo delle corrette abilità attentive.


In attesa del prossimo post, scopri le altre novità dal blog

E per non perderti tutti i nostri futuri articoli, iscriviti alla newsletter!