(I movimenti oculari nei disturbi della coordinazione motoriaMarco Orlandi, Angelina Capuano, Gaia Romagnoli, Martina Orlandi – Centro Ricerche sulla Visione)

Nella splendida cornice del Complesso San Domenico a Bologna, l’8 e il 9 marzo si sono svolte le Giornate di aggiornamento sull’uso degli strumenti in Psicologia Clinica dello Sviluppo. L’evento è stato organizzato da AIRIPA, l’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento).

Dopo un’introduzione ai lavori da parte del professor Cesare Cornoldi, sono stati presentati i primi strumenti.
Successivamente professori e clinici si sono alternati per fornire dimostrazioni pratiche dei loro lavori.
Interessante l’esposto sui disturbi visuocognitivi di Gagliardi e Negri, che hanno illustrato una metodologia di approccio alla riabilitazione dei disturbi visuo-cognitivi.

Il Centro Ricerche sulla Visione ha avuto il piacere di presenziare con un poster sui movimenti oculari nei disturbi della coordinazione motoria.
Lo scopo del nostro studio è stato quello di evidenziare la correlazione esistente fra i movimenti saccadici e la disprassia. I presenti hanno dimostrato un grande interesse per l’argomento trattato, molto importante nella vita del bambino ma scarsamente valutato nella pratica clinica.

Introduzione

I movimenti oculari nei soggetti con disprassia vengono valutati con vari test clinici ed evidenziano spesso cadute specifiche negli inseguimenti visivi. L’analisi approfondita della metrica dei movimenti oculari viene effettuata con tecniche di eyetracking.
Uno studio recente (Sumner et al. 2018) ha evidenziato nei disturbi della coordinazione motoria tempi ridotti di fissazione su stimoli in movimento orizzontale e ridotta stabilità della fissazione su stimoli statici.
La nostra ricerca, di cui presentiamo i dati iniziali, ha analizzato i dati clinici dei pazienti del CRV estendendo il protocollo di Sumner et al. con l’introduzione dell’analisi binoculare. Inoltre sono state valutate le correlazioni con i dati relativi a funzioni percettive specifiche.

Campione

È stato confrontato un gruppo di soggetti con disprassia con un gruppo di soggetti con dislessia. I bambini sono giunti alla valutazione presso il CRV con diagnosi di Disprassia o Dislessia e prima dell’inizio del percorso terapeutico.
La scelta del confronto con i dislessici nasce dall’osservazione clinica di due differenti modalità di esplorazione visiva a fronte di prestazioni spesso sovrapponibili in termini di velocità ed accuratezza nella lettura.

Strumentazione

La valutazione dei movimenti oculari è stata effettuata con eyetracker binoculare Eyelink 2 – 250Hz mentre per le valutazioni percettive è stata utilizzata la strumentazione optometrica standard.

Valutazione

Movimenti oculari
Movimenti saccadici con stimoli singoli a presentazione lenta 1.25 Hz e rapida 2,50 Hz.
Movimenti d’inseguimento visivo con mira in movimento orizzontale lento e rapido, obliquo e verticale
Fissazione su mira statica
Lettura silente di un brano

Test Optometrici

Forie Orizzontali lontano e vicino: deviazione latente degli assi visivi
Riserve fusionali vicino: Indicatori della capacità di mantenere stabile la visione binoculare
Ampiezza accomodativa: massima quantità di accomodazione che può essere utilizzata da un soggetto
Punto Prossimo di convergenza: Distanza minima alla quale è ancora possibile una visione singola
Visus: indicatore della minima separazione angolare che consente di distinguere due stimoli.
Refrazione: Entità dell’ametropia valutata come equivalente sferico dell’occhio dominante
Stereoacuità: capacità di rilevare informazioni di profondità e posizione spaziale di un oggetto, sfruttando la disparità retinica binoculare orizzontale.

Risultati

  • I movimenti d’inseguimento visivo lenti sono stati analizzati misurando il numero di saccadi di recupero e la durata massima della fissazione continua sullo stimolo
  • I movimenti saccadici sono stati valutati sul numero totale delle saccadi e sul rapporto tra separazione degli stimoli e saccade primaria
  • Per la fissazione è stato valutato il tempo della fissazione più lunga

In tutte le condizioni è stata valutata la disparità di fissazione tra i due occhi.

I dati hanno confermato una maggiore difficoltà nel gruppo dei disprattici rispetto ai movimenti d’inseguimento visivo lenti sul piano orizzontale.
Sul piano verticale si osserva in entrambi i gruppi un’accentuata dismetria.
Per le saccadi si evidenzia una migliore prestazione nei disprattici con presentazioni rapide mentre sono paragonabili i dati con prestazioni lente.
La fissazione risulta lievemente migliore nei DSA.
La disparità di fissazione è significativamente maggiore nei disprattici.

I dati optometrici non hanno evidenziato differenze tra i gruppi rispetto a visus, refrazione, stereoacuità, in linea con i dati normativi della popolazione.
Risultano ridotte le riserve fusionali e l’ampiezza accomodativa in entrambi i gruppi, con valori medi peggiori per i disprattici.  

Correlazioni

La maggiore correlazione si osserva tra disparità di fissazione e riserve fusionali in convergenza prossimali. Altra correlazione significativa è emersa tra ampiezza accomodative e durata della fissazione sia negli inseguimenti che su stimolo statico.

Conclusioni

Questi dati preliminari confermano che per i disprattici la maggiore difficoltà visuo-motoria si riscontra negli inseguimenti visivi lenti, rispetto ai quali sono significativamente differenti anche rispetto ai DSA. Ciò può essere interpretato come indicatore della difficoltà di avere un feedback visivo continuo e prolungato rispetto agli atti motori, ostacolando lo sviluppo di schemi motori fluidi ed automatizzati.

I dati optometrici indicano che alcune carenze percettive di base, come adeguata stabilità fusionale e accomodativa, potrebbero contribuire a ridurre la corretta integrazione funzionale tra il canale visivo ed il canale motorio.

Inoltre si osserva che in entrambi i gruppi le funzioni visive di base come visus, ametropia e stereoacuità, non discriminano neppure rispetto alla popolazione tipica. Ciò conferma l’evidenza che il semplice “esame della vista” non è sufficiente per conoscere le abilità visive dei soggetti con Disprassia o DSA.
Questi dati andranno confermati con un campione più numeroso e confrontati con i dati di una popolazione a sviluppo tipico.

Bibliografia: Sumner E., Hutton S., Kuhn G., Hill E. (2018) Oculomotor atypicalities in Developmental Coordination Disorder – Developmental Science – 21


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