Convergenza e ADHD: nuovi studi e nuove modalità di intervento


Recenti evidenze hanno dimostrato l’importanza di avere un sistema visivo efficiente dal punto di vista delle vergenze per l’orientamento dell’attenzione in soggetti adulti.
Maria Solé Puig e colleghi, in un articolo pubblicato nel 2015, riportano i risultati di una ricerca in cui si è cercato di capire se tale correlazione sia presente anche nei bambini confrontando inoltre la presenza di alterazioni nella capacità di covergere tra un campione di bambini con ADHD e un campione di controllo.
È stata dunque valutata la convergenza in bambini precedentemente diagnosticati ADHD durante un compito di attivazione ed i risultati sono stati confrontati con quelli dei controlli corrispondenti all’età.

Per valutare l’orientamento dell’attenzione visiva è usato un paradigma in cui ai partecipanti è stato richiesto di discriminare l’emozione (felice/triste) di un viso che appariva nello spazio periferico.
Durante il compito i bambini dovevano mantenere la fissazione su una croce centrale. Sulla metà delle prove i partecipanti venivano informati della posizione del volto target, mentre nelle restanti prove non potevano prevederne la posizione.
I ricercatori hanno quindi calcolato l’ampiezza delle saccadi e l’angolo di vergenza trasformando le registrazioni oculari in unità angolari tramite algoritmi progettati per calcolare componenti 3-D.

I due gruppi si sono differenziati proprio nella capacità di controllo delle abilità di vergenza per cui nel gruppo di controllo la capacità di convergenza era molto più sviluppata che nel gruppo con diagnosi di ADHD.
Inoltre nel gruppo dei bambini ADHD anche poter prevedere la previsione dello stimolo faceva la differenza sull’attivazione delle abilità visive.

Questo studio supporta l’ipotesi per cui carenti abilità nel mantenimento di una buona visione binoculare sia presente nei pazienti con ADHD.

Gli autori sostengono che tali deficit siano la manifestazione di una carente elaborazione cognitiva di informazioni sensoriali.

Studi di questo tipo potrebbero fornire nuove informazioni sulla neurobiologia dell’ADHD e di conseguenza essere l’inizio dello sviluppo di strumenti nuovi e complementari per valutare ed intervenire sui deficit da attenzione con iperattività.

FONTE:
Attention-Related Eye Vergence Measured in Children with Attention Deficit Hyperactivity Disorder
Maria Solé Puig, Laura Pérez Zapata, Laura Puigcerver, Neus Esperalba Iglesias, Carmen Sanchez Garcia, August Romeo, Josep Cañete Crespillo, Hans Supèr
Published: December 22, 2015https://doi.org/10.1371/journal.pone.0145281