Nei precedenti post (Come impariamo a leggere, parte 1 e parte 2) abbiamo visto che lo spam percettivo può rallentare lo sviluppo di un corretto accesso lessicale.
Tuttavia uno spam percettivo ampio da solo non è garanzia di una corretta evoluzione e maturazione della capacità di lettura. 
Quando leggiamo una frase, i nostri occhi si muovono con movimenti a salto definiti saccadi. Le saccadi sono intervallate da pausa di fissazione in cui gli occhi sono fermi.

Durante questa pausa avvengono due processi distinti:

Attraverso una via nervosa che analizza la parte centrale del campo visivo avviene il riconoscimento delle lettere che si stanno fissando.

Contemporaneamente un’altra via nervosa, che elabora le informazioni della periferia visiva, calcola la posizione sulla quale gli occhi si dovranno spostare per leggere la parola successiva.

Nella lettura sillabica lo spostamento tra le sillabe comporta un salto di piccola ampiezza,  più facile da realizzare per gli occhi.
Nella lettura lessicale, invece, lo spostamento avviene sulla parola successiva che risulta ovviamente ad una distanza maggiore.
Ciò può comportare errori di posizionamento che rendono incomprensibile il senso della frase e costringono a ritornare indietro per verificare il vero senso della frase. 

Facciamo un esempio

Ipotizziamo di dover leggere la frase

IL BAMBINO MANGIA LA MELA ROSSA

Dopo aver letto la parola mangia ci aspettiamo un vocabolo che corrisponda ad un cibo ma se leggiamo rossa la frase non ha molto senso e dobbiamo tornare indietro per rivedere cosa non ha funzionato. Per questo alcuni bambini preferiscono mantenere una lettura sillabica che, seppure lenta, richiede meno regressioni e riletture. 

Purtroppo, quando la difficoltà nell’esecuzione delle saccadi è molto accentuata, neanche la lettura sillabica risulta sufficiente.

Ribadiamo che questi sono solo alcune delle possibili cause visive di rallentamento della lettura ed è quindi necessaria una valutazione completa di tutte le abilità visive. 

(Come impariamo a leggere – articolo 3/3)


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